Una cosa pretendo dal momento in cui mi siedo sul mio divano, apro il mio pc e mi collego con il sito vogue.it o con il canale youtube di Fashion TV per vedermi una sfilata di Haute Couture: la Perfezione.
Haute Couture: il Sogno.
Se non volessi sognare, mi guarderei del pret a porter e vedrei in concreto cosa potrei indossare in questa o quella stagione.
Guardo Haute Couture: voglio sognare.
Se poi parliamo di Chanel, Christian Dior e pochi altri nomi dell'Olimpo parigino, noi donne (ma non solo) buttiamo gli occhi per aria, palmo della mano sotto il mento, con il gomito sul tavolo, e tiriamo un grosso sospirone...
Ecco, quando guardo una sfilata di uno dei pezzi da novanta succitati, mi aspetto che tutto sia impeccabile: location, passerella, front row, modelle, trucco, parrucco...ah sì, outfit e accessori...
Proprio con questo spirito oggi ho ripetuto il rito: mi sono seduta sul divano (in un momento di relax in mezzo a quella tragedia del mondo femminile che è il cambio degli armadi) con il plaiddino, ho acceso il pc e mi sono connessa al sito vogue.it.
Alexander McQueen: emozionante, da brividi. Leggo il commento, vado sui dettagli: batticuore. Ci fumerei una sigaretta, peccato che non fumi.
Chanel: location meravigliosa e scenografia all'altezza (Karl Lagerfeld in questo è davvero una garanzia), ma nell'insieme niente di che. Vado subito sui dettagli: la rivaluto, ma non parte il batticuore.
Louis Vuitton: ehilalà, che scenografia sorprendente: una giostra bianca dove sono sedute le modelle, le quali una alla volta scendono dal cavallo e percorrono la passerella. Gli abiti sono estremamente eleganti. Inizia il batticuore.
Mi getto sulle foto dei dettagli con foga...e cosa vedo?
Chiudo il pc, mi alzo e torno al mio amato/odiato armadio.
Ad meliora.
Denisetta
domenica 9 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
I piccoli (molto piccoli) traggano ispirazione dai grandi (molto grandi)...
Questa è la cronaca della nascita di un'idea per il coordinamento di un blocco di una sfilata: la linea Tatà di Pepita, un'azienda toscana che produce pigiameria di alta gamma.
La linea Tatà è fatta per una signora che ama sentirsi molto raffinata anche tra le pareti della sua villa con piscina; o, meglio, nella sua stanza di un'esclusivissima spa; o, ancora più chic, nel day hospital della clinica di chirurgia estetica in occasione dell'ultimo ritocchino...insomma, o la signora in questione ha i soldi o continui ad andare da Tezenis, grazie...
Il processo creativo ebbe inizio un bel po' di tempo fa quando vidi la pre-collection fall 2011 di Chanel, d'ispirazione bizantina con abiti preziosi e gioielli importanti.
Proprio su questi ultimi è caduta la mia attenzione.
Ma come faccio sempre: vedo, immagazzino e metto da parte.
Non molto tempo dopo, un giro in centro e puffete! Vetrina di Lucia Toniolo, ex modella: finita la carriera da indossatrice, ha aperto uno store di abbigliamento eccentrico che va a scovare personalmente a Parigi. E cosa ti vedo? Queste meraviglie:
Pettegolezzo dice che tali stupori li faccia una stilista di Gucci con i rimasugli (pietre, bottoni, ecc. ecc.) della produzione della casa di moda a noi tanto cara (carissima!). E li monta su lana lavorata e lana cotta. Folgorazione! Compro un ciondolo per me e una collana per la mia amica Elisa (ormai diventata ospite fissa di questo blog).
Anche in questo caso immagazzino e metto da parte.
Giorno dell'appuntamento con Sabrina Tonti, titolare della Pepita, per discutere del coordinamento della sua sfilata personale.
Richiesta per la linea Tatà: poichè è pigiameria molto pulita e raffinata (e tale deve rimanere) bisogna impreziosirla (altrimenti in passerella ci muore), senza coprirla.
Ah be', certo...forza neurone mumble mumble, è il tuo momento...
...mumble mumble...
...mumble mumble...
Eureka!!!
Ecco il risultato dal backstage...
...alla passerella:
Esito finale: cliente contento e tanti pat pat sulla mia testa.
Ad meliora.
Denisetta
La linea Tatà è fatta per una signora che ama sentirsi molto raffinata anche tra le pareti della sua villa con piscina; o, meglio, nella sua stanza di un'esclusivissima spa; o, ancora più chic, nel day hospital della clinica di chirurgia estetica in occasione dell'ultimo ritocchino...insomma, o la signora in questione ha i soldi o continui ad andare da Tezenis, grazie...
Il processo creativo ebbe inizio un bel po' di tempo fa quando vidi la pre-collection fall 2011 di Chanel, d'ispirazione bizantina con abiti preziosi e gioielli importanti.
Proprio su questi ultimi è caduta la mia attenzione.
Ma come faccio sempre: vedo, immagazzino e metto da parte.
Non molto tempo dopo, un giro in centro e puffete! Vetrina di Lucia Toniolo, ex modella: finita la carriera da indossatrice, ha aperto uno store di abbigliamento eccentrico che va a scovare personalmente a Parigi. E cosa ti vedo? Queste meraviglie:
Pettegolezzo dice che tali stupori li faccia una stilista di Gucci con i rimasugli (pietre, bottoni, ecc. ecc.) della produzione della casa di moda a noi tanto cara (carissima!). E li monta su lana lavorata e lana cotta. Folgorazione! Compro un ciondolo per me e una collana per la mia amica Elisa (ormai diventata ospite fissa di questo blog).
Anche in questo caso immagazzino e metto da parte.
Giorno dell'appuntamento con Sabrina Tonti, titolare della Pepita, per discutere del coordinamento della sua sfilata personale.
Richiesta per la linea Tatà: poichè è pigiameria molto pulita e raffinata (e tale deve rimanere) bisogna impreziosirla (altrimenti in passerella ci muore), senza coprirla.
Ah be', certo...forza neurone mumble mumble, è il tuo momento...
...mumble mumble...
...mumble mumble...
Eureka!!!
Ecco il risultato dal backstage...
...alla passerella:
Esito finale: cliente contento e tanti pat pat sulla mia testa.
Ad meliora.
Denisetta
mercoledì 5 ottobre 2011
A tutto c'è un senso...già...
Per questo post iniziamo dai ringraziamenti.
L'inviata londinese del club delle cicce (il sabbah delle mie diaboliche amiche) si diverte a fare delle foto alle persone che hanno uno strano gusto (che poi all'occhio profano potrebbe non apparire strano, nè tantomeno gusto...) nel creare i propri outfit nella city. Diciamo che la ragazza si potrebbe fregiare del titolo di The anti-Sartorialist. Ha pubblicato una cartellina sul suo profilo facebook, zeppa di immagini molto spassose, che ha intitolato 'The horror picture show' (tagliando ovviamente le teste dei malcapitati di turno per levarli dal pubblico ludibrio, ma soprattutto per evitare la galera...).
Ma un giorno, scorrendo e riscorrendo più e più volte le foto per farmi due sane risate, all'improvviso si è attivato il mio neurone mumble mumble (quello dell'outfit perfetto): eureka!!! In realtà questi personaggi non si vestono a caso (nooo!), ma creano abbinamenti perfetti o con la tappezzeria e/o con vari arredi della tube. Che avanguardia!!! Lo street style di Stoccolma gli fa un baffo...
Ringrazio quindi N***a di avermi offerto la possibilità di rivalutare il senso estetico londinese che ai miei occhi è passato da essere considerato orrido a essere degno di ammirazione.
Dopo questa giusta premessa, passiamo, come sempre, alla dimostrazione pratica.
Primo esempio:
Qua è evidente che la borsa, che a un primo sguardo può apparire un pugno in un occhio, in realtà sia in pendant con la riga arancione della tappezzeria delle sedute della metro londinese.
Secondo esempio:
La signora ha cercato strenuamente calze e maglia con lo stesso punto di senape della striscia per terra. C'è quasi riuscita. Premio alla buona volontà.
Terzo esempio:
Qua si inizia ad andare sul pesante: riga gialla della t-shirt in abbinamento con la cornice della porta, scarpe beige completamente sovrapponibili agli elementi in plastica sulla sinistra. Perfetto color block arancio-viola di giubbotto e pantaloni con il blu elettrico della sbarra a sinistra, che si aggancia mirabilmente con la tappezzeria delle sedute:
Che classe!
Quarto esempio:
Ottimo: rifinitura rossa della job-bag, i blu, gli azzurri, la borsa verde acido. Da applausi.
Ma ecco il capolavoro:
Doppia donnina in maglia fuxia, pantaloni in grigio ferro e variante in denim, color block con borsa arancione...da standing ovation!
Convinti?
Quindi, quando capiterete a Londra e vedrete look del genere:
non voltatevi dall'altra parte assaliti dai conati, ma pensate che mentre la tipa si scagliava nell'armadio, aveva in mente questo:
e/o questo:
Traete ispirazione, gente!
Ad meliora.
Denisetta
L'inviata londinese del club delle cicce (il sabbah delle mie diaboliche amiche) si diverte a fare delle foto alle persone che hanno uno strano gusto (che poi all'occhio profano potrebbe non apparire strano, nè tantomeno gusto...) nel creare i propri outfit nella city. Diciamo che la ragazza si potrebbe fregiare del titolo di The anti-Sartorialist. Ha pubblicato una cartellina sul suo profilo facebook, zeppa di immagini molto spassose, che ha intitolato 'The horror picture show' (tagliando ovviamente le teste dei malcapitati di turno per levarli dal pubblico ludibrio, ma soprattutto per evitare la galera...).
Ma un giorno, scorrendo e riscorrendo più e più volte le foto per farmi due sane risate, all'improvviso si è attivato il mio neurone mumble mumble (quello dell'outfit perfetto): eureka!!! In realtà questi personaggi non si vestono a caso (nooo!), ma creano abbinamenti perfetti o con la tappezzeria e/o con vari arredi della tube. Che avanguardia!!! Lo street style di Stoccolma gli fa un baffo...
Ringrazio quindi N***a di avermi offerto la possibilità di rivalutare il senso estetico londinese che ai miei occhi è passato da essere considerato orrido a essere degno di ammirazione.
Dopo questa giusta premessa, passiamo, come sempre, alla dimostrazione pratica.
Primo esempio:
Qua è evidente che la borsa, che a un primo sguardo può apparire un pugno in un occhio, in realtà sia in pendant con la riga arancione della tappezzeria delle sedute della metro londinese.
Secondo esempio:
La signora ha cercato strenuamente calze e maglia con lo stesso punto di senape della striscia per terra. C'è quasi riuscita. Premio alla buona volontà.
Terzo esempio:
Qua si inizia ad andare sul pesante: riga gialla della t-shirt in abbinamento con la cornice della porta, scarpe beige completamente sovrapponibili agli elementi in plastica sulla sinistra. Perfetto color block arancio-viola di giubbotto e pantaloni con il blu elettrico della sbarra a sinistra, che si aggancia mirabilmente con la tappezzeria delle sedute:
Che classe!
Quarto esempio:
Ottimo: rifinitura rossa della job-bag, i blu, gli azzurri, la borsa verde acido. Da applausi.
Ma ecco il capolavoro:
Doppia donnina in maglia fuxia, pantaloni in grigio ferro e variante in denim, color block con borsa arancione...da standing ovation!
Convinti?
Quindi, quando capiterete a Londra e vedrete look del genere:
non voltatevi dall'altra parte assaliti dai conati, ma pensate che mentre la tipa si scagliava nell'armadio, aveva in mente questo:
e/o questo:
Traete ispirazione, gente!
Ad meliora.
Denisetta
giovedì 15 settembre 2011
Succede a Sassari...
Sassari, mia città natale, è un posto davvero bizzarro...Un mare di conformismo che talvolta, con la corrente giusta, produce ondate di avanguardia pura.
Intanto la ritengo la piccola Stoccolma della moda. Mi capita di vedere degli outfit che mi stupiscono per originalità e coraggio. Ma spero di documentare questa mia affermazione con immagini in un mio post futuro.
Infatti in questa occasione esulerò dall'argomento 'moda' per raccontare con poche parole e qualche foto un evento che ho seguito con passione.
'Il gruppo artistico aliment(e)azione in collaborazione con Nadia Spita e l'Associazione Culturale ACME ha aperto a Sassari STREETART2011, un progetto artistico complesso, articolato in diversi appuntamenti, che ha come obiettivo accrescere il patrimonio culturale della città di Sassari e allo stesso tempo portare i suoi abitanti a una maggiore consapevolezza dello spazio urbano.'
Questo è l'incipit di un articolo di presentazione dell'evento, mi è sembrato particolarmente adatto e sintetico (io sarei stata troppo palloccolosa come sempre).
L'intento dell'azione artistica è il recupero di un edificio abbandonato attraverso l'intervento di tre artisti internazionali (in molti si sono chiesti come li abbiano convinti a venire a Sassari): BLU, Ericailcane e Tellas.
Eccone il risultato:
La realizzazione di queste opere di Street Art è stata sovvenzionata dal Comune di Sassari (applausi scroscianti!). Ma non sono mancate le peripezie, tipo una cosetta così: l'autorizzazione a far eseguire le opere nell'edificio prescelto è stata ritirata qualche giorno prima dell'arrivo degli artisti...temevano topi squartati che campeggiassero al centro di Sassari. Che lungimiranza (fischi e bu di disapprovazione)...
Con un'azione molto coraggiosa gli artisti di Aliment(e)azione hanno trovato un altro edificio e questa volta senza autorizzazione (rischiando una bella denuncia)l'hanno affidato alle mani e ai colori dei tre street writer.
Se volete approfondire, vi basta googleare StreetArt2011 Sassari.
A margine, mi fa piacere ricordare gli artisti che hanno ideato e realizzato questo progetto: Elisa Desortes, Edoardo Tedde, Antonio Sini, Andrea D’Ascanio, Teresa Pintus, Valentina Daga, Francesca Seu, Antonio Oggiano, Andrea Casciu.
Per quanto gliene possa importare, sono davvero orgogliosa di loro. Soprattutto per aver dato un ottimo motivo per andare a visitare Sassari.
Ad meliora.
Denisetta
Intanto la ritengo la piccola Stoccolma della moda. Mi capita di vedere degli outfit che mi stupiscono per originalità e coraggio. Ma spero di documentare questa mia affermazione con immagini in un mio post futuro.
Infatti in questa occasione esulerò dall'argomento 'moda' per raccontare con poche parole e qualche foto un evento che ho seguito con passione.
'Il gruppo artistico aliment(e)azione in collaborazione con Nadia Spita e l'Associazione Culturale ACME ha aperto a Sassari STREETART2011, un progetto artistico complesso, articolato in diversi appuntamenti, che ha come obiettivo accrescere il patrimonio culturale della città di Sassari e allo stesso tempo portare i suoi abitanti a una maggiore consapevolezza dello spazio urbano.'
Questo è l'incipit di un articolo di presentazione dell'evento, mi è sembrato particolarmente adatto e sintetico (io sarei stata troppo palloccolosa come sempre).
L'intento dell'azione artistica è il recupero di un edificio abbandonato attraverso l'intervento di tre artisti internazionali (in molti si sono chiesti come li abbiano convinti a venire a Sassari): BLU, Ericailcane e Tellas.
Eccone il risultato:
La realizzazione di queste opere di Street Art è stata sovvenzionata dal Comune di Sassari (applausi scroscianti!). Ma non sono mancate le peripezie, tipo una cosetta così: l'autorizzazione a far eseguire le opere nell'edificio prescelto è stata ritirata qualche giorno prima dell'arrivo degli artisti...temevano topi squartati che campeggiassero al centro di Sassari. Che lungimiranza (fischi e bu di disapprovazione)...
Con un'azione molto coraggiosa gli artisti di Aliment(e)azione hanno trovato un altro edificio e questa volta senza autorizzazione (rischiando una bella denuncia)l'hanno affidato alle mani e ai colori dei tre street writer.
Se volete approfondire, vi basta googleare StreetArt2011 Sassari.
A margine, mi fa piacere ricordare gli artisti che hanno ideato e realizzato questo progetto: Elisa Desortes, Edoardo Tedde, Antonio Sini, Andrea D’Ascanio, Teresa Pintus, Valentina Daga, Francesca Seu, Antonio Oggiano, Andrea Casciu.
Per quanto gliene possa importare, sono davvero orgogliosa di loro. Soprattutto per aver dato un ottimo motivo per andare a visitare Sassari.
Ad meliora.
Denisetta
martedì 6 settembre 2011
Wedding outfit: una questione in sospeso...
C'eravamo lasciati tanto tanto tempo fa (circa quattro mesi) con la promessa che lunedì avrei pubblicato il mio wedding outfit. Non ho specificato quale lunedì, per cui sono ancora in tempo...in realtà oggi non è neppure lunedì, quindi potrei essere addirittura in anticipo...Vabbè va. Le motivazoni del ritardo con cui lo pubblico sono: a) il lavoro che mi attanaglia e che lascia poco spazio ai miei hobby; b) le vacanze tanto agognate, che mi hanno gettato nell'inedia più assoluta; c) ma soprattutto il fatto che è evidente che io non sia una vera fashion blogger: non solo non ho una mia macchina fotografica che mi segue come un'ombra, ma nemmeno mi preoccupo di farmi fotografare (e/o farmi dare le foto in tempi brevi...). Ma passiamo alla sostanza:
La mia postura da ragazza che quando cammina sui tacchi sembra un brontosauro (credo che esista una pagina facebook dedicata all'argomento) è dovuta alla pendenza della strada del 20% con tanto di sanpietrini bastardi (ma così pittoreschi!). Però la foto mi serviva per dare un'idea dell'insieme. Scendiamo nel particolare, dal momento che l'outfit è piuttosto composito:
Degli accessori ho già parlato in un post precedente, quindi li tralascerò (non fate i pigri e andateveli a vedere!).
La base è un completo gonna longuette e top di seta purissima a motivi foreali (rose per la precisione) in rosa e fucsia, con tocchi di giallo e verde, su sfondo avorio, confezionati su misura dalla mia adorata zietta Antonietta (detta Tetta, la stessa che mi ha regalato collana e orecchini vintage verde calabrone). In realtà il tutto era un suo dono per il giorno della mia laurea (ma datomi circa 10 anni prima di quella che poi è stata la data reale. I miei parenti erano molto ottimisti). La gonna è di taglio dritto classico, con finto spacco posteriore. Il top è corto sopra l'ombelico (su mia richiesta, erano gli anni 90' ed ero tanto giovine...). L'idea da subito era stata quella di abbinarci una maglia di pizzo. Ma certo non potevo andare a un matrimonio, seppur civile, con in trasparenza parti del corpo così poco esponibili, soprattutto alla mia età (sigh!).
Girando per negozi e passando più e più volte dalla disperazione alla illusione di aver trovato quello che cercavo, proprio in extremis entro nel punto vendita Intimissimi (non è una marchetta, non sanno nemmeno della mia esistenza di bloggara) attirata da un angolo di pizzo che spuntava da uno standino. Bingo! Ho trovato: una canotta avorio che nella parte superiore sparisce completamente sotto il top, mentre copre esattamente quello che deve coprire nella parte inferiore; e una casacca di pizzo dalla texture molto leggera (per cui lascia intravedere molto bene il disegno floreale del top) a cui ho abbinato una cinturina di raso per segnare il punto vita. Risultato: direi soddisfacente.
Qui mi sento molto Pippa...
Con la bellissima sposa...
Completa il tutto una giacca di pelle rosa Dixie che avevo nell'armadio da non so quanto tempo, ma che non avevo mai indossato per mancanza di outfit perfetto. Trovato!
Ad meliora
Denisetta
La mia postura da ragazza che quando cammina sui tacchi sembra un brontosauro (credo che esista una pagina facebook dedicata all'argomento) è dovuta alla pendenza della strada del 20% con tanto di sanpietrini bastardi (ma così pittoreschi!). Però la foto mi serviva per dare un'idea dell'insieme. Scendiamo nel particolare, dal momento che l'outfit è piuttosto composito:
Degli accessori ho già parlato in un post precedente, quindi li tralascerò (non fate i pigri e andateveli a vedere!).
La base è un completo gonna longuette e top di seta purissima a motivi foreali (rose per la precisione) in rosa e fucsia, con tocchi di giallo e verde, su sfondo avorio, confezionati su misura dalla mia adorata zietta Antonietta (detta Tetta, la stessa che mi ha regalato collana e orecchini vintage verde calabrone). In realtà il tutto era un suo dono per il giorno della mia laurea (ma datomi circa 10 anni prima di quella che poi è stata la data reale. I miei parenti erano molto ottimisti). La gonna è di taglio dritto classico, con finto spacco posteriore. Il top è corto sopra l'ombelico (su mia richiesta, erano gli anni 90' ed ero tanto giovine...). L'idea da subito era stata quella di abbinarci una maglia di pizzo. Ma certo non potevo andare a un matrimonio, seppur civile, con in trasparenza parti del corpo così poco esponibili, soprattutto alla mia età (sigh!).
Girando per negozi e passando più e più volte dalla disperazione alla illusione di aver trovato quello che cercavo, proprio in extremis entro nel punto vendita Intimissimi (non è una marchetta, non sanno nemmeno della mia esistenza di bloggara) attirata da un angolo di pizzo che spuntava da uno standino. Bingo! Ho trovato: una canotta avorio che nella parte superiore sparisce completamente sotto il top, mentre copre esattamente quello che deve coprire nella parte inferiore; e una casacca di pizzo dalla texture molto leggera (per cui lascia intravedere molto bene il disegno floreale del top) a cui ho abbinato una cinturina di raso per segnare il punto vita. Risultato: direi soddisfacente.
Qui mi sento molto Pippa...
Con la bellissima sposa...
Completa il tutto una giacca di pelle rosa Dixie che avevo nell'armadio da non so quanto tempo, ma che non avevo mai indossato per mancanza di outfit perfetto. Trovato!
Ad meliora
Denisetta
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